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POLYTROPON Arts Centre a San Francesco

Dettagli

Descrizione breve
Dal 1° marzo al 21 giugno, Alfredo Pirri inaugura i nuovi spazi di POLYTROPON Arts Centre con l’opera ambientale site-specific “Quello che avanza”, una installazione creata appositamente per questa occasione.
Data:

24 Febbraio 2026

Tempo di lettura:

4 minuti

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Polytropon
Polytropon

Descrizione

Il Polytropon Arts Centre, situato in un ex complesso industriale a San Francesco (Pelago) lungo il fiume Sieve, è un progetto realizzato con il patrocinio dei Comuni di Pelago e Pontassieve. Fortemente voluto dall’architetta Maria Papadaki Badanjaki che, insieme al Presidente Claudio Cantella, ha affidato la direzione artistica ad Andrea Cavallari.

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Dal 1° marzo al 21 giugno, Alfredo Pirri inaugura i nuovi spazi di POLYTROPON Arts Centre con l’opera ambientale site-specific “Quello che avanza”, una installazione creata appositamente per questa occasione. 
Quello che avanza prende  forma come “residuo attivo”: ciò che rimane dopo un processo ma che, proprio per questo, continua a generare senso. L’installazione si compone di una serie di cianotipie che trasformano l’ambiente in un campo percettivo dove lo scorrere del tempo deposita le sue tracce, proprio come il fiume che scivola regolare oltre le finestre di Polytropon. 

Pirri utilizza la cianotipia – tecnica storicamente legata alla registrazione della luce – come strumento di riflessione sulla conservazione e l’alterazione dell’immagine. Il suo blu intenso, con cui lo spettatore si trova a confronto, trattiene lo sguardo e lo cattura. È il colore di una memoria che ha rinunciato alla forma compiuta per farsi traccia e impronta. 

Dei 144 fogli realizzati da Pirri, 130 documentano fasi di lavorazione e materiali residui, mentre 14 sono ottenuti tramite l’impressione diretta di piume esposte ai raggi UV. Le immagini oscillano tra riconoscibilità e astrazione, evocando forme vegetali che rimandano alle sperimentazioni ottocentesche di Anna Atkins.

Il titolo suggerisce una duplice direzione: quello che resta dai processi di lavorazione, ma anche quello che si fa avanti grazie ad essi. L’installazione guarda al passato senza nostalgia, trattando ogni residuo come il seme di un possibile futuro.

In dialogo ideale con le cianotipie, le opere della serie ARIE introducono una dimensione di materia instabile, sospesa tra peso e leggerezza. Realizzate con piume, pigmenti, plexiglas e cristallo, queste opere si offrono come fotogrammi immobili di un movimento invisibile: superfici attraversate da luce e colore che mutano con lo spostarsi dello sguardo. Qui l’immagine non è mai definitiva, ma sempre in bilico tra presenza e dissoluzione. 

Nel loro insieme Quello che avanza e ARIE configurano uno spazio in cui il visitatore è invitato a sostare e a misurare il tempo con il proprio corpo e respiro. È un luogo in cui il residuo e la rovina – ciò che apparentemente resta ai margini – trovano una nuova, vibrante possibilità di esistenza. Con questa installazione Pirri torna in Toscana per confrontarsi con l’archeologia industriale e il paesaggio fluviale della Sieve, un intervento che sottolinea la sua capacità di decentrare l’arte contemporanea, portandola fuori dai grandi musei per rigenerare luoghi di produzione storica e trasformarli in nuovi presidi poetici.

Attorno all’intervento di Pirri, si svilupperà una stagione multidisciplinare dinamica: un intreccio di performance musicali, azioni teatrali e incontri pensati per connettere la comunità locale con le avanguardie internazionali. 
 

BIO

Alfredo Pirri (Cosenza, 1957) è un artista italiano tra i più rilevanti della scena contemporanea, noto per una pratica che attraversa pittura, installazione, architettura e intervento nello spazio pubblico. Il suo lavoro indaga il rapporto tra percezione, memoria e spazio, trasformando luoghi espositivi e urbani in ambienti esperienziali che mettono l’equilibrio tra visione e presenza fisica. Le sue opere, spesso caratterizzate dall’uso di materiali riflettenti, superfici instabili e architetture temporanee, invitano il pubblico a un’esperienza immersiva  e a una riflessione sullo statuto dell’immagine e dello spazio condiviso. 

Pirri ha realizzato numerosi progetti site-specific in musei e istituzioni internazionali, tra cui: Palazzo Boncompagni, Bologna (2025); GNAMC, Roma (2025); Galleria Tucci Russo, Torino (2024); Galleria z20 Sara Zanin Gallery, Roma (2022); Auditorium del Maggio Fiorentino, Firenze (2021); Museo Nazionale Romano – Palazzo Altemps, Roma (2018); Museo Novecento, Firenze (2015); London Design Festival (2015); Palazzo Te, Mantova (2013); Project Biennial D – 0 ARK Underground Konjic in Bosnia Hersegovina (2016); Maison Européenne de la Photographie, Parigi (2006); Biennale dell’Avana (2001); Accademia di Francia Villa Medici, Roma (2000); MoMa PS1, New York (1999); Walter Gropius Bau, Berlino (1992); Biennale d’arte di Venezia (1988). MoMa PS1, New York (1999); Walter Gropius Bau, Berlino (1992); Biennale d’Arte di Venezia (1988). 


ALFREDO PIRRI. Quello che avanza. 1° marzo – 21 giugno 2026

Soft Opening 1° marzo dalle ore 11 alle ore 19 

Polytropon Arts Centre, Via del Molino 21 – San Francesco, Pelago (Fi) 

 

Orari di apertura: da giovedì a domenica: 12 – 20

Da lunedì a mercoledì solo su appuntamento scrivendo a: valeria@polytropon – arts.org  

Durante gli eventi, apertura fin alle 23.30. Nei giorni degli spettacoli a pagamento, la biglietteria apre un’ora prima

www.polytropon-arts.org 

Ultimo aggiornamento:

24/02/2026, 17:18